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Contratti collettivi: il caso del premio di anzianità nella ristorazione ferroviaria

Un dipendente ha svolto le funzioni di “formatore interno”, stato dirigenziale, all'interno di un'impresa di ristorazione ferroviaria. Aveva colto il prud'hommes delle richieste di arretrato. La sua richiesta riguardava in particolare il richiamo dei minimi convenzionali. Concretamente, la dipendente ha ritenuto che il datore di lavoro avrebbe dovuto escludere il suo premio di anzianità dalla retribuzione da confrontare con il minimo contrattuale a lei spettante.

In questo caso si applicava il contratto collettivo per la ristorazione ferroviaria.

Da un lato, il suo articolo 8-1 relativo al calcolo dei minimi convenzionali che indica:
« L'importo delle retribuzioni (..) è determinato applicando al numero dei “punti”, (…), il valore del “punto” determinato durante le negoziazioni salariali annuali, svolte in ciascuna azienda.
L'importo così ottenuto rappresenta la retribuzione base mensile lorda di riferimento, a cui si sommano, per ottenere la retribuzione mensile lorda effettiva, i premi, le indennità, le indennità, la partecipazione ai risultati, il rimborso delle spese, i benefici in natura, ecc., previsti per i sistemi di remunerazione specifici di ciascuna azienda ed eventualmente finalizzati in sede di contrattazione annuale della retribuzione.
È questo stipendio mensile lordo reale che dovrebbe essere preso in considerazione

 

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